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Thursday, December 8, 2011

Ordigno della Seconda Guerra Mondiale nella stazione ferroviaria di Brescia, oggi il disinnesco.


BRESCIA- Dalle ore 06.00 alle 13.00 di oggi, giovedì 8 dicembre, sono previste presso la stazione ferroviaria di Brescia azioni di disinnesco e rimozione di una bomba inesplosa risalente alla Seconda Guerra Mondiale; un intervento senza dubbio necessario, volto ad garantire la sicurezza dei numerosi viaggiatori che ogni giorno percorrono la tratta Milano-Brescia e Milano-Venezia: su questa tratta infatti l'orario Trenitalia prevede ben 40 treni al giorno. Non mancano però i disagi per i viaggiatori: il treno FrecciaBianca 9704 viaggia attualmente con 98 minuti di ritardo, mentre il treno 9710 ne ha accumulati al momento 54. Il treno 9712, invece, è stato direttamente cancellato. Due giorni molto difficili per la tratta Milano-Venezia: a causa di un "incidente mortale" avvenuto nella mattinata di ieri, mercoledì 7 dicembre, sempre nella zona di Brescia, altri ritardi, fino a 50 minuti, si sono accumulati sui binari delle Ferrovie dello Stato. Eventi certamente eccezionali e imprevedibili, ma che non si distaccano molto dall'abituale condotta oraria dei nostri treni: ritardi fino a 30 minuti sono all'ordine del giorno e spesso creano ulteriore disagio per i viaggiatori causando la perdita delle coincidenze e la necessità di cambiare biglietti e aspettare a volte anche delle ore. Una maggiore attenzione e responsabilità nella conduzione delle operazioni ferroviarie potrebbe migliorare la situazione?

Monday, November 28, 2011

Morti immigrati sul barcone ribaltato, la Commissione Ue deve fare qualcosa

Una barca a vela con a bordo una sessantina di migranti si è ribaltata a nord di Brindisi.
Tre i corpi recuperati finora, ma secondo diverse testimonianze sarebbero una decina i corpi avvistati in acqua.
L'incidente, dovuto probabilmente alle condizioni del mare, è avvenuto nei pressi di Carovigno.
E' stato un abitante del paese a dare l'allarme, i soccorritori al loro arrivo hanno trovato diversi immigrati in mare e altri che erano riusciti a raggiungere la costa.
Le operazioni di soccorso sono ostacolate dal mare forza 5.
Per fronteggiare l'emergenza immigrati, l'unione europea non ha fatto abbastanza, non basta dare i soldi, e nemmeno chiederli soltanto.
Servono anche risorse umane, e buone pratiche.
Così Cecilia Wikstrom, presidente della delegazione del Parlamento europeo per la libertà e la giustizia, a concluso del giro nei centri per immigrati in Sicilia.
Spiega che, accanto ad esperienze difficili ma dotate di ottime strutture, ve ne sono altre molto precarie.
Poi la proposta di un progetto Ue comune basato su solidarietà e cooperazione.
Su Lampedusa linea condivisa, torni a essere l'avamposto per l'accoglienza di chi fugge da guerra e povertà.
Ma tutti ripetono la stessa cosa da tempo, che se andassimo noi italiani come immigrati nei loro paesi a chiedere aiuto, non ci farebbero nemmeno scendere dall'imbarcazione.