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Tuesday, December 6, 2011

Doppio ciclone Fiorello-Benigni: profumo di record d'ascolti per la quarta puntata

Rosario batte Roberto. Verdetto a sorpresa ierinell’ultima puntata de “Il più grande spettacolo dopo il week end”.Doveva essere il comico toscano a mettere in riga tutti, Fiorello compreso, nella gara al picco d’ascolti, e invece no. Nonche il vispo Benigni, in un insolitosmoking che prima di ieri aveva sfoggiato soltanto nella notte degli Oscar del leggendario siparietto dipremiazione con Sofia Loren (quando s’impose con “La vita è bella”) , abbiasfigurato.
Il suo solito bonario scompiglio al Teatro 5 di Cinecittà lo haportato. Entrato sulle note de La porti un bacione a Firenze”, Benigni ha rotto gli argini fin dasubito, scatenando la sua verve comica sul bersaglio preferito: “Non c’è più,non c’è più”, riferendosi ovviamente all’ex premier Berlusconi, è stato il mini-tormentone di inizio sketch.
Poiproseguito nel solco del rodato copione, in cui Benigni ha trascinato anche il direttore di Rai Uno Mauro Mazza, comeal solito in platea. “Mazza m’ha chiesto “daglie su Berlusconi, picchia”,praticamente m’hanno costretto a parlare di lui”, scherza il comico, che poibatte sempre ancora sullo stesso chiodo. Una raffica di una decina di minuti“scaricata” addosso al Cavaliere e chiusura all’insegna dell’amarcord, conl’esecuzione a trent’anni dall’ultima volta, del celebre “Inno del corposciolto”  spalleggiato da Fiorello. Cheprima o dopo di lui, è stato un vulcano.
Dal via psichedelico ed elettrizzantecon Jovanotti, al divertente duetto“sulle punte” col ballerino Roberto Bolle, fino al passaggio di consegne finalecon Pippo Baudo. In mezzo, Briatore,Monti e Vespa, i nomi più illustri finiti nel mirino dell’incontenibileshow man siciliano. Doveva essere la serata di Benigni, invece è stato ilquarto trionfo di Fiorello. L’ennesimo. L’ultimo.

Saturday, December 3, 2011

Viareggio Cup 2012: finale a La Spezia, in arrivo anche una squadra libica

Per il secondo anno consecutivo la "Viareggio Cup" (ex Coppa Carnevale), la più importante manifestazione calcistica giovanile a livello mondiale, potrebbe organizzare la finalissima lontano da Viareggio. Al momento l'opzione principale è La Spezia; la decisione verrà presa entro il 3 gennaio 2012, giorno del sorteggio dei gruppi di qualificazione.

La 64° edizione della manifestazione si terrà da lunedì 6 a lunedì 20 febbraio 2012 ed è riservata ai ragazzi nati dal 1° gennaio 1992 al 31 dicembre 1996; le squadre partecipanti potranno schierare due fuoriquota nati nel 1991 e usufruire di tre prestiti. La presentazione ufficiale avverrà una settimana prima del via presso il "Teatro Puccini" di Torre del Lago.

La novità riguarda il secondo campo con la diretta Rai, che non sarà più Pistoia, ma La Spezia. Qui il Centro Giovani Calciatori Viareggio, la società organizzatrice del torneo, ha stretto un importante accordo con la dirigenza del club locale, che milita in Prima Divisione. Lo "Stadio dei Pini" di Viareggio resterà, almeno fino alla finalissima, il campo principale.

Il presidente Alessandro Palagi ha poi sottolineato come la Rai sarà nuovamente in prima linea per dare a questa importante rassegna tutta la visibilità che merita con ben 19 partite, quasi tutte in diretta su Rai Sport 1 o 2. "Nonostante la crisi, la Viareggio Cup va avanti. A Viareggio si parla di rinunce e di tagli ma il nostro torneo, che cammina con le proprie gambe, è sempre in piedi - spiega Palagi -; se a Viareggio, inteso come Comune e città, interessa la finale sa come deve comportarsi per tenerla. Noi vorremmo restare nella sede storica, ma ci vuole la giusta contropartita. Qualora questa dovesse venire nuovamente a mancare, noi ci siamo comunque già cautelati sottoscrivendo un accordo con La Spezia per giocare là pure la finalissima".

Anche l'amministratore delegato dello Spezia, Giuseppe Spalenza, ha subito riconosciuto l'importanza vitale e strategica della Viareggio Cup: "Da poco frequento il calcio in maniera attiva ma ho sempre ritenuto questo torneo di livello mondiale. Si tratta di un'unione fra società e nazioni. Noi, come Spezia, siamo davvero onorati di dare la nostra disponibilità sia col nostro terreno in sintetico di ultima generazione, sia sotto il profilo della sponsorizzazione".

Al torneo si sono già iscritte le seguenti squadre:

SQUADRE ITALIANE: Atalanta, Cesena, Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Palermo, Parma, Roma, Siena, Empoli, Modena, Reggina, Sampdoria, Sassuolo, Torino, Vicenza, Spezia, Poggibonsi, Virtus Entella, Città Marino Calcio, Sambenedettese e Rappresentativa di Serie D.

SQUADRE STRANIERE: Bahia, Juventude, Gremio e Olè Brasil (Brasile), Club Nacional e Guaranì (Paraguay), Pumas (Messico), Apia Leichhardt Tigers (Australia), New York (Stati Uniti), Pakhtakor (Uzbekistan), Honved Budapest (Ungheria), Galatasaray (Turchia), Stabaek (Norvegia), Nordsjaelland (Danimarca), Newcastle (Inghilterra) e Bruges (Belgio).

Alla lista delle squadre straniere potrebbe aggiungersi una squadra libica.

Saturday, November 26, 2011

Riusciranno Montalbano, Fazio e Fiorello a persuaderci a pagare il canone Rai?

Da un'inchiesta del “Fatto Quotidiano” risulta che il canone Rai è la tassa più evasa d'Italia. Può questo dato, da solo, dare una giustificazione alla picchiata della qualità delle trasmissioni della TV di Stato?
Certo che no.
Partiamo dalle basi e cerchiamo di analizzare la cosa dal punto di vista di un cittadino normalmente ligio, che chiameremo Ciro.
Ciro, per aver diritto alla visione delle trasmissioni televisive, paga la suddetta tassa di possesso del televisore, vale a dire appunto il canone Rai.
Se a un certo punto noterà un progressivo abbassarsi della qualità dei programmi nei palinsesti, comincerà di sicuro a domandarsi quanto valga ancora la pena di spendere 100 euro annuali circa per avere poi un prodotto che non lo soddisfa.
La colpa è degli evasori? Sì, ma non solo. Anche di chi riscuote e della mancanza di un organismo di controllo che prevenga l'evasione della suddetta tassa.
O forse il suddetto organo esiste, ma non trova nulla da ribattere all'evasore se il suddetto giura e spergiura di guardare solo Mediaset?
Allora è colpa del Parlamento, che non legifera a favore del pagamento del canone Rai? Beh, finché aleggerà un certo fattore B. portatore di quel morbo maligno che è il conflitto d'interessi, sarà un'impresa epica cavare una legge equa dai nostri partiti.
E a proposito dei partiti, che si prendono l'incombenza di vigilare sulla Rai – con i risultati che ne conseguono, visti gli abbandoni ( leggi “cacciati a pedate” ) di Santoro e della Dandini, che pur erano portatori di sostanziosi proventi pubblicitari nelle casse della TV di Stato –, non sarebbe il caso che siano i primi a lasciare il palazzo di viale Mazzini?
D'accordo che ora la Rai è una società per azioni che appartiene per il 99,56% al Ministero dell'Economia e delle Finanze, ma la si può gestire benissimo senza che i programmi di satira siano censurati ( “Satiricon” e “Raiot” sono solo due esempi a caso ), senza che i programmi politici quali Ballarò e Annozero vengano snaturati con pretese assurde ( mai esistito che in un'intervista si dovesse avere un contraddittorio, o che che se alla domanda del giornalista di turno il politico rispondesse con una menzogna, il giornalista non possa sbugiardarlo ) e senza che le Fiction siano infiltrate di attricette da poco passate per altri tipi di provini ( per farvene un'idea leggete “Papi – Uno scandalo politico” di Travaglio, Gomez e Lillo ). E senza organizzare trasmissioni che nessuno guarda e pagare i loro ideatori profumatamente ( vedi la trasmissione di Sgarbi, cestinata dopo una puntata eppur pagata per tutte e 8 le puntate previste, o ancora della striscia quotidiana di Giuliano Ferrara, in perenne picchiata d'ascolti ).
Una società deve avere una struttura piramidale con vertice verso l'alto: in alto il presidente e i suoi sottoposti e man mano scendendo verso la base troviamo produttori, sceneggiatori, attori fino agli impiegati e i manovali dell'azienda. Ma a quanto pare chi ci governa ha pensato di capovolgere la piramide, di modo che in alto avessimo un sacco di dirigenti e burocrati inutili per supervisionare progetti su cui non hanno nessuna competenza, e per stipendiarli attingono ai proventi delle trasmissioni che loro stessi hanno contribuito a censurare.
Poco ormai è rimasto a Mamma Rai, deve accontentarsi di Fazio con “Che tempo che fa”, sperare nella prolifica penna del maestro Andrea Camilleri per sceneggiare altri episodi del “Commissario Montalbano” e occasionalmente concedersi il grande botto con un Fiorello sempre più mattatore. Neanche Massimo Ranieri e le versioni risciacquate in Arno delle commedie di Eduardo riescono a racimolare uno share degno di questo nome ( “Questi fantasmi!” ha totalizzato un modesto 15%, e lo spacciano per grande successo ).
Allora, vogliamo fornire un prodotto tale che il canone diventi una tassa di cui il cittadino debba sentirsi in dovere di pagare?! Bene, le cose da fare son parecchie, e bisogna pur darsi una mossa. Un mese fa si parlava di un forte rischio per le tredicesime degli impiegati di viale Mazzini. Tanto più che Santoro, emigrato sul web e trasmesso in tutta Italia da emittenti regionali, continua a mietere il successo che aveva nella TV generalista. Quindi attenta Rai: Ciro potrebbe rendersi conto che poi, dichiarare di vedere solo Mediaset, non è poi una cattiva idea.


Articolo Scritto da Giuseppe De Stefano

Tuesday, November 22, 2011

Super Fiorello saluta le "bambine" del governo Berlusconi. E i Coldplay lo ringraziano su Twitter


Buona, anzi ottima, anche la seconda. Non si conosconoancora i riscontri Auditel, ma è stato un Fiorelloin grande spolvero quello che ieri ha condotto con la solita simpatia  la seconda puntata de «Il più grandespettacolo dopo il weekend». 
Fiorello e Giuliano dei Negramaro,
ospite della prima puntata
Un Fiorello incontenibile, che ieri sotto gliocchi increduli del direttore di RaiunoMauro Mazza, ha persino osatoabbattere le barriere della concorrenza, collegandosi  per 5 secondi con Canale 5, mandando indiretta sulla rete ammiraglia della televisione pubblica uno spezzone del «Grande Fratello»!  
Un privilegio anti-aziendalista concesso soloall’ex-codino del karaoke, che ha aperto la serata con una rivisitazione insalsa rosa della celebre Piove diDomenico Modugno.  Una canzone di salutoa tutte le ex-donne di governo, dalla Carfagnaalla Gelmini, passando per la Prestigiacomoe la Melloni. Senzadimenticare la Santanchè. E con la dedica nel titolo alla rossa ministro del Turismouscente. “
Ciao ciao Brambilla” intonava infatti il ritornello con una carrellata su tutte le figure di spiccodel governo Berlusconi. Bossi,Frattini, Tremonti: lo show man non risparmia nessuno e chiude il motivetto conun “Ma piove piove, minchia come piove, governoooo la la la la-dro”.   
Uno dei punti più alti di una serata che havisto altri personaggi illustri alternarsi sul palco del Teatro 5 di Cinecittà.A cominciare da Michael Bublè, concui si è esibito in un duetto a base di swing, continuando con la bella LauraChiatti e il rapper pugliese Caparezzanell’insolita veste di pretendente al casting di X-Factor.
Ciliegina sulla torta di una serata di grande show, ilgruppo britannico dei Coldplay chedopo aver cantato sul suggestivo degli Studios, set dell'Antica Roma, sonoarrivati in studio e hanno dato sfoggio del loro talento artistico.  «Fantastico» lo show di Fiorello, hacommentato la stessa band su Twitter al termine dello show. In italiano, pergiunta.