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Sunday, December 11, 2011

Volkswagen, quanto costa la nuova city car? Dai 10.600 della Take up! ai 12.600 della High up!


E’la prima che s’incontra entrando al Motor Show di Bologna 2011. Appena dentro,nel quadriportico del BolognaFiere, nelle sue declinazioni più accattivantiwhite up! e black up!, dà bella mostra di sé la Volkswagen Up!, la city car tedescaal debutto sul palcoscenico italiano.
In vendita fin da gennaio 2012 nellaversione a tre porte e nel corso dell’anno anche in quella a cinque, la piùpiccola vettura griffata Vw non nasconde le sue velleità di diventare in frettauna delle reginette del segmento A, con la nuova Fiat Panda e la nuova Twingo 2012,giusto per intenderci. Intanto il primo duello a distanza lo ha già vinto: in unodegli ultimi crash test Euro NCP, la Up! ha ottenuto cinque stelle, una in piùdella Panda, che sconta l’assenza del controllo di stabilità di serie. Ma lacompatta tedesca non è solo sicurezza. E’ comfort e maneggevolezza, a dispettodei soli 3,54 metri di dimensioni. E’ quella col vano portabagagli più capientedella sua fascia. E’ tecnologia allo stato puro, con l’impianto multifunzionalemaps+more con schermo amovibile, che include sistema di navigazione, vivavoceper il telefono, lettore multimediale e informazioni sulla vettura. E’ in lineacon i prezzi delle competitors, da 10.600 del modello base ai 12.600 della high up!, top della gamma.
Ma soprattutto,è un tripudio di up!

Sia guardando al presente:

take up! (modello base) 
move up!(intermedio)
high up!(top di gamma), in due versioni (up! black e up! white)
che alfuturo prossimo:
eco up! (anteprima della versionea metano in vendita tra pochi mesi),
cross up! (la versioneoff-road della cinque porte) anch’essa in arrivo nel 2012
buggy up!, dedicata alledune buggy degli Anni ‘70

Wednesday, December 7, 2011

Dove e come fare benzina a basso costo per difendersi dal rincaro carburanti


Ora che la stangata economica non è più solo una minaccia, ma legge, la parolad'ordine diventa limitare i danni. Salvare il salvabile. Rimanere a galla, perevitare che il decreto salvi l'Italia adiscapito di qualche italiano. Allora urgono contromosse.
A cominciare dalprimo settore che presenterà il conto maggiorato delle misure del governo Monti: i carburanti e il relativo, ennesimo, rincaro.
Un nuovo intervento sulle accise di benzina e diesel che tradotto in denarosonante, peserà sul portafoglio degli automobilisti qualcosa come 5, 7,finanche a 10 euro per ogni singolo pieno. Una mazzata da brividi, che occorrealmeno in qualche modo attutire.
Come? Adottando qualche accorgimentoo avvalendosi di alcuni strumenti messi a disposizione, ad esempio,  dalla rete. Il primo, forse scontato maripetere non guasta mai, è quello di fare rifornimento al self-service e nonal servito, avendo l'ulteriore cura di fermarsi in quelle stazioni cheapplicano gli sconti (ammesso che ci siano) al costo del self-service e non delservito. Trucchetto, quest'ultimo, che agendo su un prezzo già maggiorato di partenza, vanifica di fatto l'incidenza dello sconto sulla benzina, rendendolo pressochè fasullo'.

In quanto agli strumenti online,esistono diversi siti come www.prezzibenzina.it  www.pienorisparmio.it,  che attraverso una ricerca geolocalizzata delle stazioni diservizio, consentono in pochi secondi di fare un confronto tra i diversi marchipresenti nella tua zona e scegliere il prezzo più conveniente.
Ultimo consiglio, ma forse il primoin ordine d'importanza, è quello rifornirvi il più possibile presso le cosiddette"pompe bianche", ovvero aidistributori senza marchio. Trattandosi infatti di piccoli imprenditori chegestiscono solo uno o due impianti,  riescono a spuntare prezzi alla vendita piùbassi anche di 5-6 centesimi rispetto alla rete tradizionale.
 Questo grazie ai minori costi di gestione ealla 'distanza' dalle grandi campagne di promozione che, a fronte di una minorvisibilità, significano zero spese in ambito pubblicitario. Per trovare quellapiù in zona, date un'occhiata qui. E le vostre tasche vi ringrazieranno sentitamente.

Monday, November 28, 2011

Le bollette energetiche sempre più care e intanto calano le tredicesime

La bolletta energetica pesa come un macigno sulle tasche degli italiani.
La Confartigianato ha calcolato che a settembre il caro-energia ha toccato la cifra record di 61,90 miliardi, pari al 3,91% sul Pil.
In pratica ogni famiglia paga una bolletta di luce di 2,458 euro all'anno, ed è il picco più alto degli ultimi 20 anni.
Record sfiorato nel 2008, quando la bolletta incideva per il 3,74% del Pil con un impatto di 58,6 miliardi.
A far esplodere il costo energetico, aumentato del 26,5 per cento negli ultimi dodici mesi, ha contribuito l'aumento del prezzo del petrolio attestato a settembre a 108,56 dollari al barile, +143% rispetto al mese di marzo del 2009.
E intanto , per la prima volta in 20 anni diminuisce di 0,8 miliardi di euro, con un calo del 2,2 per cento, il monte tredicesime 2011.
Sono i dati delle Associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, calcolando che il complesso delle grafiche di fine anno si attesterà a quota 35 miliardi.
Quasi l'80 per cento delle tredicesime verrà "mangiato" da tasse, mutui, bolli, canoni, rimborso dei debiti pregressi.
Solo il 20% sarà destinato a risparmi, regali, viaggi e consumi alimentari.
Le due associazioni invitano il governo ad evitare l'aumento dell'Iva e il ritorno dell'Ici sulla prima casa.
Ma figuriamoci se li ascolterà, per il governo non gli stiamo a cuore, come viviamo e se riusciamo ad arrivare alla fine del mese, ma gli stà solo a cuore i soldi che versiamo per fargli fare la bella vita.