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Monday, December 5, 2011

Pensioni, flessibilità per l'uscita dal lavoro

Il governo Monti abolirà le finestre mobili per la pensione, sono un "bizantinismo inutile".
Lo avrebbe detto il ministro del Welfare, Fornero.
Confermata l'estensione del metodo contributivo a tutti.
Fascia di flessibilità per l'uscita dal lavoro con assegni più bassi per chi esce prima.
Pensioni di anzianità a qualsiasi età a 42 anni di contributi per gli uomini e a 41 anni di contributi per le donne.
Per le donne, pensione di vecchiaia nel 2018 a 66 anni, età prevista da subito per gli uomini.
Per le donne, fascia di flessibilità di uscita tra i 63 e i 70 anni dal 2012, tra i 65 anni e i 70 anni per gli uomini, con penalizzazioni e incentivi.
Stop all'adeguamento all'inflazione, e sono salve le minime.
Secondo la Uil, l'estensione del contributo per tutti, con l'aumento dell'età della pensione, produce disuguaglianza e per le donne il danno è maggiore.
Preoccupazioni della Uil per lo stop alla rivalutazione delle pensioni, il calo del potere d'acquisto e il rischio che cresca la disoccupazione.
Il governo deve mettere mano ai costi della politica.
Se le misure annunciate sul sistema previdenziale non saranno modificate, l'operazione non potrà essere ascrivibile all'equità, corrisponde solo in parte ai tre obbiettivi di" rigore, equità e sviluppo".

Monday, November 21, 2011

Spagna, il popolare Rajoy nuovo presidente. Umiliati i socialisti di Zapatero


Zapateroaddio. Tempo di tsunami politici in questi giorni per i governi del VecchioContinente.
A stretto giro di posta dell’abdicazione di Silvio Berlusconi afavore del “tecnico” Mario Monti e dell’avvicendamento greco tra Papandreou ePapademos, un’altra testa pesante cade sulle rive del Mediterraneo. Dopo duelegislature e quasi otto anni di presidenza al governo della Spagna, il popoloiberico sventola il fazzoletto a Josè Luis Zapatero e vira secco a destra. Mettendole redini di un paese minacciato da mesi da un debito pubblico alle stelle,nelle mani di Mariano Rajoy, candidato del Partito Popolare.
Una vittoriaschiacciante quella di Rajoy, che la dice lunga sul crollo verticale diconsenso subito in questi ultimi tempi da Zapatero, che ha dovuto incassare unacocente batosta. Nel misero
28.66% e 110 seggi collezionato dal partitosocialista, che candidava Alfredo Rubalcaba, c’è la sintesi numerica di unasconfitta senza appello. Dai contorni quasi umilianti, se messa a confronto coni 186 seggi su 350, in virtù del 44,55% dei voti, che rappresentano il migliorrisultato di sempre per la compagine popolare. la quale, come sottolinea El Pais, avrà  il controllo assoluto del Parlamento.
Insomma, il messaggio lanciatodagli spagnoli, schiacciati da un tasso di disoccupazione che li relega afanalino di coda d’Europa e da una crisi economica al limite del fallimento, èstato chiaro: bisogna voltare pagine e in fretta. E le veementi manifestazioniandate in scena  negli ultimi mesi permano degli indignados, sono lì a testimoniarlo.
E, dietro isuoi modi misurati, Rajoy dimostra di averlo già recepito, annunciando senzapaura una necessaria politica di austerità. Pensioni a parte, tutto il restodelle voci di spesa statale si accinge a subire dei tagli, che dovranno andarea braccetto con ampie riforme strutturali.
Lo spettro,che ha già fatto visita a Grecia e Portogallo, si chiama salvataggio internazionale.
Destino da cui Rajoy, che sarà nuovo premier formalmente solo attorno al 20dicembre, è chiamato a sottrarre la sua Spagna.