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Monday, November 21, 2011

Spagna, il popolare Rajoy nuovo presidente. Umiliati i socialisti di Zapatero


Zapateroaddio. Tempo di tsunami politici in questi giorni per i governi del VecchioContinente.
A stretto giro di posta dell’abdicazione di Silvio Berlusconi afavore del “tecnico” Mario Monti e dell’avvicendamento greco tra Papandreou ePapademos, un’altra testa pesante cade sulle rive del Mediterraneo. Dopo duelegislature e quasi otto anni di presidenza al governo della Spagna, il popoloiberico sventola il fazzoletto a Josè Luis Zapatero e vira secco a destra. Mettendole redini di un paese minacciato da mesi da un debito pubblico alle stelle,nelle mani di Mariano Rajoy, candidato del Partito Popolare.
Una vittoriaschiacciante quella di Rajoy, che la dice lunga sul crollo verticale diconsenso subito in questi ultimi tempi da Zapatero, che ha dovuto incassare unacocente batosta. Nel misero
28.66% e 110 seggi collezionato dal partitosocialista, che candidava Alfredo Rubalcaba, c’è la sintesi numerica di unasconfitta senza appello. Dai contorni quasi umilianti, se messa a confronto coni 186 seggi su 350, in virtù del 44,55% dei voti, che rappresentano il migliorrisultato di sempre per la compagine popolare. la quale, come sottolinea El Pais, avrà  il controllo assoluto del Parlamento.
Insomma, il messaggio lanciatodagli spagnoli, schiacciati da un tasso di disoccupazione che li relega afanalino di coda d’Europa e da una crisi economica al limite del fallimento, èstato chiaro: bisogna voltare pagine e in fretta. E le veementi manifestazioniandate in scena  negli ultimi mesi permano degli indignados, sono lì a testimoniarlo.
E, dietro isuoi modi misurati, Rajoy dimostra di averlo già recepito, annunciando senzapaura una necessaria politica di austerità. Pensioni a parte, tutto il restodelle voci di spesa statale si accinge a subire dei tagli, che dovranno andarea braccetto con ampie riforme strutturali.
Lo spettro,che ha già fatto visita a Grecia e Portogallo, si chiama salvataggio internazionale.
Destino da cui Rajoy, che sarà nuovo premier formalmente solo attorno al 20dicembre, è chiamato a sottrarre la sua Spagna.

Sunday, November 20, 2011

Gli indignados, cosa sono e cosa fanno

Gli Indignados erano solo dei spagnoli, ragazzi che avevano messo le tende alla Puerta del Sol, Madrid, per protestare contro la disoccupazione e la corruzione dei politici.
Poi, grazie a Facebook e Twitter, Indignados sono diventati i giovani di ogni parte del mondo, da New York a Tokyo, dall'Italia a Isdraele.
Tutti con le stesse ansie per il futuro, tutti stufi di subire sulla propria pelle le conseguenze della crisi.
Il termine è nato in Spagna con le proteste del Movimento 15 maggio, prima delle elezioni amministrative, poi è diventato di moda.
Riflette un profondo disagio e prende di mira Banchieri e politici, i primi vengono giudicati responsabili della crisi, i secondi di non aver protetto i cittadini piegandosi ai diktat dell'economia.
C'è una convergenza di paure, eventi come la bancarotta della Grecia o le rivolte arabe hanno avuto un forte impatto ovunque.
In piazza con i giovani ci sono anche semplici cittadini che chiedono garanzie su sanità e scuola.
Secondo molti, gli Indignados non hanno proposte concrete da fare e sono senza un leader.
Praticamente praticano bene ma razzolano male.
Per ora si tratta di persone che segnalano problemi ne chiedono ai politici di fare il loro mestiere.
Se avranno un futuro, si vedrà quando l'entusiasmo sarà finito.