I carabinieri di Torre del Greco a Napoli hanno arrestato 28 persone appartenenti ai clan camorristi Formicola, Mazzarella, Altamura, Rinaldi e Contini.
Associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, elusione delle norme in materia di prevenzione patrimoniale le accuse mosse a vario titolo agli arrestati.
Le indagini dei militari hanno accertato numerose estorsioni ai danni di imprenditori edili di Torre del Greco e fatto luce sui collegamenti operativi fra i vari clan camorristici.
Intanto lo smaltimento illegale dei rifiuti abbatte fino al 90% del costo l'operazione.
La stima della Guardia di Finanza è contenuta nel rapporto "Ecomafia globale" di Legambiente.
A differenza di qualche anno fa, spiega il vice Presidente Ciafani, i trafficanti internazionali di rifiuti esportano materiali tossici anche riutilizzabili.
Il traffico di rifiuti è un problema sempre più pressante, ha detto il ministro dell'Ambiente, Clini.
Mentre il presidente della commissione bicamerale d'inchiesta , Pecorella, propone di introdurre il reato specifico di traffico internazionale di rifiuti e di creare un corpo militare per combatterlo.
Bisogna fare qualcosa subito, la mafia, i clan camorristi non devono esistere, perchè fanno anche paura, e non si può vivere con la paura, visto che oramai siamo nel 2012.
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Saturday, December 17, 2011
Saturday, December 10, 2011
Napolitano contento dell'arresto di Zagaria e Monti chiama i guardasigilli
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, informato dell'arresto del boss della camorra Zagaria, ha espresso vivo apprezzamento per l'importante risultato conseguito nel contrasto alla criminalità organizzata.
Vive e sincere congratulazioni per la cattura del boss, sono state espresse dal presidente del Senato Schifani al ministro dell'Interno Cancellieri per lo straordinario successo che conferma ancora una volta l'efficacia della lotta dello Stato contro la criminalità organizzata di stampo mafioso.
Apprezzamento per l'arresto anche dal presidente della Camera Fini.
Il premier Monti ha chiamato il ministro della Giustizia Severino perchè ringrazi in modo vivissimo i magistrati e le forze dell'ordine per la cattura del boss della camorra Michele Zagaria.
E' una bella giornata per la Campania e per tutte le persone oneste, ha detto Mario Monti, il risultato di questo arresto rappresenta uno stimolo e dà coraggio a quanti sul territorio e nel Paese sono pronti a contrastare la criminalità organizzata.
Ora deve iniziare una fase di liberazione dei cittadini, che prevede il totale ripristino della legalità nelle zone controllate dai Casalesi.
Lo dice il capo della polizia, Antonio Manganelli, sottolineando che con l'arresto di Michele Zagaria i vertici dei Casalesi sono stati ormai tutti catturati.
La cattura costituisce un'ulteriore tappa nel percorso di totale ripristino della legalità.
Ciò non significa però che i Casalesi sono stati sconfitti.
Vive e sincere congratulazioni per la cattura del boss, sono state espresse dal presidente del Senato Schifani al ministro dell'Interno Cancellieri per lo straordinario successo che conferma ancora una volta l'efficacia della lotta dello Stato contro la criminalità organizzata di stampo mafioso.
Apprezzamento per l'arresto anche dal presidente della Camera Fini.
Il premier Monti ha chiamato il ministro della Giustizia Severino perchè ringrazi in modo vivissimo i magistrati e le forze dell'ordine per la cattura del boss della camorra Michele Zagaria.
E' una bella giornata per la Campania e per tutte le persone oneste, ha detto Mario Monti, il risultato di questo arresto rappresenta uno stimolo e dà coraggio a quanti sul territorio e nel Paese sono pronti a contrastare la criminalità organizzata.
Ora deve iniziare una fase di liberazione dei cittadini, che prevede il totale ripristino della legalità nelle zone controllate dai Casalesi.
Lo dice il capo della polizia, Antonio Manganelli, sottolineando che con l'arresto di Michele Zagaria i vertici dei Casalesi sono stati ormai tutti catturati.
La cattura costituisce un'ulteriore tappa nel percorso di totale ripristino della legalità.
Ciò non significa però che i Casalesi sono stati sconfitti.
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Wednesday, December 7, 2011
L'ultimo boss dei Casalesi latitante, Zagaria, è stato arrestato
Il boss della camorra Michele Zagaria è considerato il "re del cemento" per i suoi interessi negli appalti pubblici in diverse regioni del Centro-Nord.
Nato nel 1958 a San Cipriano d'Aversa ( Caserta), era ricercato dal 1995 per associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsione, rapina.
L'ultimo identikit era stato diffuso nel 2010 sulla base delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.
Michele Zagaria, detto " capastorta", considerato il numero uno dei Casalesi, era l'ultimo dei boss storici del clan ancora latitante.
Con la cattura di Michele Zagaria si è certamente tagliata la testa dei Casalesi, l'unica rimasta dopo l'arresto di Antonio Lovine.
Lo ha dichiarato il procuratore nazionale antimafia Grasso, dopo l'arresto del boss latitante.
L'operazione avrà ripercussioni sulla destrutturazione dell'organizzazione criminale, aggiunge Grasso, sottolineando il lavoro svolto dalle forze di polizia e dalla Dda di Napoli.
E conclude dicendo che sperano che presto si catturi l'ultimo boss latitatante stragista Matteo Messina Denaro.
Il procuratore capo di Napoli, Giovadomenico Lepore, ha commentato l'arresto dicendo che è un meraviglioso regalo, hanno mantenuto la promessa.
Lepore, che andrà in pensione dopo domani, ha aggiunto che ringrazia tutte le forze dell'ordine e i suoi sostituti, gli avevano promesso questo arresto e hanno mantenuto l'impegno.
Nato nel 1958 a San Cipriano d'Aversa ( Caserta), era ricercato dal 1995 per associazione di tipo mafioso, omicidio, estorsione, rapina.
L'ultimo identikit era stato diffuso nel 2010 sulla base delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.
Michele Zagaria, detto " capastorta", considerato il numero uno dei Casalesi, era l'ultimo dei boss storici del clan ancora latitante.
Con la cattura di Michele Zagaria si è certamente tagliata la testa dei Casalesi, l'unica rimasta dopo l'arresto di Antonio Lovine.
Lo ha dichiarato il procuratore nazionale antimafia Grasso, dopo l'arresto del boss latitante.
L'operazione avrà ripercussioni sulla destrutturazione dell'organizzazione criminale, aggiunge Grasso, sottolineando il lavoro svolto dalle forze di polizia e dalla Dda di Napoli.
E conclude dicendo che sperano che presto si catturi l'ultimo boss latitatante stragista Matteo Messina Denaro.
Il procuratore capo di Napoli, Giovadomenico Lepore, ha commentato l'arresto dicendo che è un meraviglioso regalo, hanno mantenuto la promessa.
Lepore, che andrà in pensione dopo domani, ha aggiunto che ringrazia tutte le forze dell'ordine e i suoi sostituti, gli avevano promesso questo arresto e hanno mantenuto l'impegno.
Tuesday, November 29, 2011
Concetta Riina eletta rappresentante genitori: polemiche
La donna, di nome Maria Concetta, si era candidata come rappresentante del Consiglio tra i tanti genitori degli alunni della scuola; sarebbero stati elette 8 persone e Concetta ha ricevuto 36 voti su 270 e, anche se non si tratta effettivamente di un numero considerevole di voti, sono comunque bastati a farla arrivare sesta nella graduatoria e quindi ad essere nominata tra le rappresentanti dei genitori.
Nonostante la figlia di Riina abbia ottenuto questo risultato perchè è stata votata da altri genitori, il sindaco di Corleone - Nino Iannazzo - ha espresso il proprio disappunto, giudicando la candidatura di Concetta "inopportuna"...
A dire il vero, non è la prima volta che si accendono queste piccole polemiche attorno a questa donna; nel 1995 Concetta fu scelta e votata per essere rappresentante degli studenti nel Consiglio d'Istituto, con 57 preferenze su 239, al Liceo Scientifico; il Preside di allora non fece alcun appunto negativo, anzi rimarcò che la studentessa era sempre stata trattata con estrema imparzialità a scuola da parte di tutti, non era stata oggetti di alcuna discriminazione ed emarginazione a motivo del tristemente famoso cognome che porta e questo per il semplice fatto che non è stata lei a commettere dei reati, bensì il padre, quindi non sarebbe stato giusto far pagare alla figlia le malefatte di "Totò u' Curtu".
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