Essere genitori è il mestiere più' difficile del mondo!
E' enorme il potere che il nostro ruolo genitoriale esercita sul futuro dei nostri figli e ciò' ci induce a riflettere sull'importanza di perfezionarci e di mettercela tutta per essere un genitore efficace e autorevole.
Fin dai primi mesi il bambino subisce l'influenza dei nostri atteggiamenti e dei nostri atti;se siamo agitati,rumorosi e scontenti sarà portato ad essere irritabile e brontolone,se invece siamo calmi,sarà facilmente piu' tranquillo.
E' in larga parte da noi che dipende il buono o il cattivo carattere di nostro figlio.Le sue qualità e i suoi futuri difetti saranno gli effetti della nostra condotta nei suoi confronti.
Solo se siamo profondamente convinti di questo, il nostro atteggiamento cambierà.
Saremo piu' previdenti,calmi,piu' pazienti,e,neloo stesso tempo,piu' fermi.
La nostra responsabilità nei suoi confronti è quindi molto grande,allevare i nostri figli significa innanzitutto perfezionare la nostra condotta e i nostri sentimenti.L'educazione del genitore si confonde con quella del bambino.
"L'amore non si addice ai pigri,per esistere nella sua pienezza alle volte richiede gesti precisi e forti"(da Susanna Tamaro,Va' dove ti porta il cuore,Baldini e Castaldi,1994)
Ad una educazione severa il figlio opporrà l'insolenza derivante anche dal suo sentirsi scarsamente accettato;viceversa, accuserà di indifferenza un padre undulgente,sentendosi a sua volta onnipotente;risponderà con distacco e insoddisfazione ad un amore materno traboccante,con ansia e insicurezza ai continui tentativi di iperproteggerlo e di sostituirsi a lui.Non mancano esempi di genitori che preferiscono puntare il dito,accusando gli amichetti o gli insegnantidel proprio figlio,piuttosto che ammettere le talvolta evidenti difficoltà del bambino.
Cosi' facendo il genitore,contribuisce senza volerlo,ad alimentare in lui un forte senso di pericolo e di ansia,derivanti principalmente dal pensiero:"Se mia madre mi protegge,o piange,vuol dire che non sono capace di cavarmela da solo!".Questi genitori,nella convinzione di agire per il bene del bambino,finiscono in realtà con il sortire esattamente l'effetto opposto:il figlio si sentirà ancora piu' fragile e vulnerabile,tenderà a soccombere in ogni situazione,a ricorrere sempre piu' spesso all'intervendo genitoriale,nella convinzione di non poterne fare a meno."E' debole,non ce la fa a difendersi da solo,lo devo proteggere!",NO,non è vero!
Non esistono bambini deboli,sta a noi genitori renderlo positivi e forti,insegnandoli,sin da piccoli,ad assumere un atteggiamento costruttivo(e non a correre sempre a lamentarsi dalla mamma,che poi interviene in aiuto),che permetta loro di manifestare le proprie idee e convinzioni senza essere passivi.
Libertà e autorità sono due bisogni complemntari del bambino e non due modi contari di educazione!Noi dobiamo lasciargli la libertà di circolare per casa,di correre fuori,di volere e di non volere giocare,di mangiare le carote o di portare una maglietta rossa,tutte le volte che questo non rappresenta qualcosa di negativo nè per lui nè per gli altri.Il bambino ha bisogno che la sua libertà si eserciti entro certe regole;le attende da noi come un parapetto costrruito per la sua sicurezza.
E' come se esse rappresentassero i binari:senza di essi il treno puo' andare ovunque e deragliare.L'ndipendenza di cui il bambino fa esperienza,si esercita nei confronti di regole che noi gli imponiamo,in ragione della sua età,ma che modificheremo,nella misura in cui ci avrà dato prova di essere cresciuto.Noi dobbiamo esigere,sanzionare l'obbedienza,fino a quando non abbiamo riconosciuto che la regola puo' essere rimossa,cio' è necessario per abituarlo a subire le leggi della società.L'autorità aumenta con una fermezza calme e silenziosa,paziente ecostante,accompagnata da fiducia,affetto e dolcezza;essa risiede molto di piu'nell'atteggiamento,nel tono della voce,che nelle parole stesse.Guardiamocidal renderlo pauroso,ansioso,indeciso timidp,con i nostri urli,con le nostre proibizioni,che spesso servono solo al nostro egoismo."Non salire sullo scivolo che cadi"a chi è utile?Solo alla madre che cosi' si sentirà piu' tranquilla,ma a che prezzo?
Impedendo e ostacolando il figlio nel suo essenziale processo di crescita emotiva e cognitiva.
Piu' tardi,cerchiamo di saper riconoscre i segni precursori della pubertà,poi il passaggio dall'infanzia all'adolescenza,momenti in cui la nostra autorità dovrà assumere forme nuove,meno imperative e piu' discrete,dovremo far sentire al ragazzo che abbiamo fiducia in lui,pur conservandogli tutto il nostro appoggio.Certo,non è facile!Tutti i genitori commettono degli errori,l'importante è riconoscerli e introdurre il cambiamento,cercarlo e,laddove i tentativi autonomi non fossero sifficienti o efficaci,non esitiamo a chiedere aiuto.Il mestiere del genitore è lingo e dura tutta la vita,il bambino si evolve e per poterlo educare dobbiamo seguirlo nella sua evoluzione,e,nello stesso tempo,trasformare noi stessi.Forza,anche TU SARAI UN GENITORE EFFICACE!
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Monday, December 5, 2011
Tuesday, November 29, 2011
Concetta Riina eletta rappresentante genitori: polemiche
La donna, di nome Maria Concetta, si era candidata come rappresentante del Consiglio tra i tanti genitori degli alunni della scuola; sarebbero stati elette 8 persone e Concetta ha ricevuto 36 voti su 270 e, anche se non si tratta effettivamente di un numero considerevole di voti, sono comunque bastati a farla arrivare sesta nella graduatoria e quindi ad essere nominata tra le rappresentanti dei genitori.
Nonostante la figlia di Riina abbia ottenuto questo risultato perchè è stata votata da altri genitori, il sindaco di Corleone - Nino Iannazzo - ha espresso il proprio disappunto, giudicando la candidatura di Concetta "inopportuna"...
A dire il vero, non è la prima volta che si accendono queste piccole polemiche attorno a questa donna; nel 1995 Concetta fu scelta e votata per essere rappresentante degli studenti nel Consiglio d'Istituto, con 57 preferenze su 239, al Liceo Scientifico; il Preside di allora non fece alcun appunto negativo, anzi rimarcò che la studentessa era sempre stata trattata con estrema imparzialità a scuola da parte di tutti, non era stata oggetti di alcuna discriminazione ed emarginazione a motivo del tristemente famoso cognome che porta e questo per il semplice fatto che non è stata lei a commettere dei reati, bensì il padre, quindi non sarebbe stato giusto far pagare alla figlia le malefatte di "Totò u' Curtu".
Monday, November 21, 2011
Psicologia: quando la crescita fa sparire un problema...
E' probabilmente una riflessione che spesso ci sarà capitato di fare, in svariate circostanze; inutile dire quanto sia vera questa riflessione, anche se generica.
Ma la nostra psiche, nella sua complessità, porta in sè una tale ricchezza di risorse da farci restare affascinati...!
Voglio raccontarvi una breve storia, che ha come protagonista un adolescente di circa 14 anni, che chiameremo Alessio.
Alessio è attualmente un ragazzo sano e sereno, ma da piccolo ha avuto qualche problema a livello psicomotorio; fino a tre anni, usava mani e braccia normalmente, senza alcun problema, ma da questa età in poi - fino appunto ai 14 anni - iniziò a manifestare inspiegabilmente disturbi psicomotori, infatti non riusciva ad utilizzare agevolmente la mano e il braccio destro né in casa né a scuola, pur non essendo affatto mancino.
Pur essendosi sottoposto a varie visite neurologiche e sedute di psicomotricità - nonché a corsi di nuoto per permettergli lo sviluppo normale di entrambi gli arti - Alessio per molti anni ebbe questa anomalia..., che però regredì spontaneamente proprio con l'arrivo della famosa "età di mezzo": l'adolescenza.
Cos'era accaduto ad Alessio?
Parlando con i genitori in modo più approfondito, è emerso un episodio dell'infanzia che aiuta a capire il perchè del "rifiuto" che inconsciamente Alessio provava verso il proprio braccio (e mano) destro.
Quando aveva tre anni, Alessio, da figlio unico, si "ritrovò tra i piedi" un'inattesa e poco gradita sorellina...
Spinto dalla gelosia, un giorno prese una forchetta e ferì la neonata alla testa...., ricavandone una forte sgridata dal papà.
Da quel momento è scattato qualcosa nella testolina del bimbo: la mia mano e il mio braccio sono "cattivi", perchè con essi stavo per far molto male a mia sorella, quindi meglio limitarne il funzionamento!
Insomma, l'inconscio di Alessio aveva reagito al trauma maturando uno schema corporeo (una rappresentazione mentale interna di sè, che ognuno di noi ha) in cui il braccio destro era "categorizzato" come pericoloso, minaccioso, quindi da usare il meno possibile.
Ma, come spesso accade, la natura ci viene in aiuto, e l'inizio di una nuova fase della vita, con le proprie complesse e palesi trasformazioni fisiche e psichiche, che l'adolescenza porta con sè, hanno consentito ad Alessio di dare a se stesso e al proprio braccio destro nuove opportunità e maturare il pensiero che in lui si stava formando un modo di essere diverso, in cui anche il braccio cattivo smetteva di essere pericoloso...
Istat: aumentano famiglie monogenitoriali e minori "tecnologici" e impegnati
Vediamo più da vicino le caratteristiche di questa "fotografia" scattata dall'Istituto nazionale di statistica.
Innanzitutto, come anticipavamo, ad aver subìto una diminuzione sono le famiglie numerose: ad essere maggiormente presenti sul nostro territorio sono le famiglie con due figli (dato stabile al 53,1%); aumenta la percentuale di minori che non hanno fratelli e, per contro, diminuiscono di due punti percentuali i minori con due o più fratelli (dal 23 al 21%).
Per quanto concerne la tipologia di nucleo famigliare, sono in aumento (praticamente del doppio, se confrontiamo i dati relativi al 1998 con quelli del 2011) le famiglie con un solo genitore e son sempre di più i minori che hanno ambo i genitori che lavorano fuori casa; infatti, fino al 1998, circa il 40,5% delle mamme faceva la casalinga, contro il 28,7% di oggi.
Che dire dei bambini?
Beh, pare siano più "svegli" e iperattivi, impegnatissimi ed intelligenti di quelli si qualche anno fa; se ad esempio consideriamo la frequentazione di teatri, cinema, musei e la lettura, son in netto aumento, rispetto a 10-12 anni fa, i bambini (fascia d'età: 6-17 anni) che leggono, vanno a teatro, nei musei, ascoltano musica classica, anche se però purtroppo si rileva la differenza tra i bambini del Settentrione e quelli del Meridione.
Circa l'usufruire di comodità e tecnologie, sono diminuiti i minori che ricevono la paghetta settimanale da mamma e papà e sono aumentati l'uso del cellulare - soprattutto quale strumento multimediale: perchè limitarsi a fare chiamate?? - e di Internet.
Un aspetto confortante è dal fatto che i numeri ci dicono anche che ad avere avuto una "salita" sono i genitori che giocano e trascorrono il proprio tempo con i figli; parliamo, però, di bambini più piccoli, tipo dai 3 ai 8/10 anni, perché quelli più grandicelli preferiscono videogames e computer....!
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