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Sunday, November 20, 2011

Giornata Nazionale per i diritti dell'infanzia, i pediatri contro i rischi della Rete

Oggi si celebra la Giornata nazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza.
E' una data importante che ci impone nuove e costanti riflessioni sugli strumenti necessari alla tutela dei diritti e degli interessi dei bambini, vero patrimonio e futuro di tutti noi, così ha parlato il presidente del Senato Schifani.
A vent'anni dalla ratifica della Convenzione dei diritti del fanciullo, le notizie legate all'abuso dei diritti dell'infanzia continuano a manifestarsi in tutto il mondo.
Investire sui minori non significa solo garantire sicurezza e dignità, ma anche le basi per un avvenire migliore.
In occasione della Giornata mondiale del bambino e dell'adolescenza la Società Italiana di Pediatria ha organizzato in tutte le regioni italiane gli Stati Generali, che quest'anno hanno avuto come tema il complesso rapporto dei bambini e adolescenti con il Web.
Al centro del dibattito non solo i rischi e le opportunità che Internet offre ai giovanissimi internauti, ma anche la ricerca di nuove idee per la costruzione di una politica che tuteli il minore e aiuti i genitori e la scuola a sfruttarne le enormi potenzialità, scacciando al tempo stesso tutte le "fate,gli orchi e le sirene" che la popolano.
Ragazzi fate molta attenzione con chi parlate, con chi scrivete e a chi accettate l'amicizia su Facebook e altri Social Network, perchè non potete sapere chi c'è dall'altra parte della tastiera, potrebbe essere un maniaco, un pervertito o addirittura un pedofilo.

PEDOFILIA: GLI ABUSI SUI MINORI, 6 VOLTE SU 10 AVVENGONO IN FAMIGLIA, SPESSO CON LA COMPLICITA' DI ALTRI FAMIGLIARI.

Dai dati emerge che in Italia l'omerta' nel caso di abusi famigliari e' piu' diffusa che in altri paesi. 

L'orrore dell'uccisione di Sarah Scazzi ha nuovamente acceso i riflettori sugli abusi in famiglia. Un'orrore che scandalizza tutti e che fa riemergere un dato innegabile: il luogo in cui matura la maggior parte degli abusi sui minori sono le mura domestiche. Un fatto che i dati raccolti da Telefono Azzurro e pubblicati lo scorso Marzo nel dossier dedicato al problema pedofilia confermano: quasi il 60% degli abusi sui minori avviene in famiglia e quasi una volta su tre, nel 29,4% dei casi, l'autore e' il padre. Ma gli "abusanti" possono nascondersi anche tra gli altrui componenti della famiglia, come i nonni, nel 5,9% dei casi, la madre il 5,3% altri parenti il 13% o conoscenti ancora il 12,3%. Gli abusanti sono estranei solo nell'11% dei casi: Le vittime sono i bambini al di sotto dei 10 anni nel 57,6% delle segnalazioni. Nel 26,3% dei casi, hanno invece un'eta' compresa tra gli 11 e i 14 anni e nel 16,1% dai 15 ai 18 anni. Oltre ai responsabili diretti di queste azioni, c'e' da segnalare l'atteggiamento di omerta' che rende conoscenti e famigliari complici. Un reato non certo meno grave, almeno secondo il nostro codice penale, che all'articolo 40 secondo comma afferma: "non impedire un evento equivale a cagionarlo". Se infatti le cifre relative al panorama internazionale indicherebbero che in Francia e in Inghilterra i minorenni vittime di abuso sessuale sono assai piu' numerosi, sarebbe riduttivo interpretare il dato nazionale come indice di un problema meno presente nella nostra realta'. Assai piu' probabile e' che da noi alcune situazioni di abuso non arrivino neppure alla denuncia. A rendere piu' omertoso il nostro Paese, sembrerebbe concorrere il fatto che in Italia il ruolo della famiglia resta fondamentale e quindi l'idea dell'abuso tra le mura domestiche implica la rottura di un tabu' fortemente radicato nella societa'. Riaprire la questione, se non altro per eliminare l'idea di fatalita' che circonda il fenomeno e' necessario. Senza che nessuno si senta . . . . escluso.