Solo due settimane fa uno studio dell'Istituto per la sicurezza nucleare doveva rasserenare i francesi. Le 58 centrali presenti sul territorio transalpino sono sicure, nessuna necessita di andare in pensione prima del tempo e le misure adottate sono valide. Sarà...
Per il momento tuttavia, non sembra molto difficile eludere il sistema dei controlli. Lo hanno dimostrato 8 attivisti di Greenpeace che questa notte sono entrati in un impianto a 95 km da Parigi. Alcuni di loro sono addirittura riusciti a salire sulla cupola di un reattore per stendere uno striscione con su scritto "Il nucleare sicuro non esiste". Insomma, un'altra azione spettacolare del gruppo ambientalista che anche stavolta ha saputo sfruttare la cassa di risonanza mediatica per la sua causa.
Secondo Greenpeace, il governo francese non tiene adeguatamente conto dei rischi già individuati in passato e non impara dalla lezione del disastro di Fukushima. Il governo ha di conseguenza alzato il livello di attenzione, e il ministro dell'Industria, intervenuto a France Info, ha promesso un'inchiesta per capire cosa non ha funzionato nel sistema di controllo.
Il dibattito sul nucleare è vivissimo in Francia. I due principali candidati all'Eliseo nelle elezioni presidenziali del prossimo anno sono entrambi favorevoli al mantenimento dell'industria nucleare. Nicolas Sarkozy continua a dire che gli impianti francesi sono i più sicuri al mondo e fa eco al presidente della Edf, Henry Proglio, che ha parlato di un milione di posti di lavoro a rischio se la Francia dovesse abbandonare il nucleare. François Hollande, timidamete, ha proposto di abbassare dall'attuale 75 al 50 entro il 2025, la percentuale di energia elettrica che il paese ottiene dalle centrali nucleari. Solo i Verdi, con la loro candidata Eva Joly, sono esplicitamente per il superamento di questa tecnologia e per un massiccio investimento nelle rinnovabili.
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Tuesday, December 6, 2011
Sunday, December 4, 2011
Ogm: in Francia via libera al Mais Monsanto 810
Dall'Italia alla Francia si ritorna a discutere di Ogm, organismi geneticamente modificati, e dei loro eventuali pericoli per la salute. Dopo le aperture del neo ministro dell'Ambiente italiano, Corrado Clini, arriva dalla Francia il via libera alla coltivazione di mais Monsanto 810, un mais transgenico noto per essere resistente alla piralide, insetto della famiglia dei lepidotteri che attacca questo tipo di culture.
Si tratta di una decisione del Consiglio di Stato transalpino, il quale ha annullato i decreti del ministero dell'Agricoltura e della Pesca che aveva vietato la commercializzazione di questa tipologia di mais. Una posizione non legittima per il Consiglio di Stato che ha rilevato una incompatibilità con le scelte della Comunità Europea in merito. Il divieto sarebbe stato giustificabile solo in presenza di accertati rischi gravi per la salute della popolazione. Le direttive comunitarie sono comunque una fonte di diritto superiore alla legislazione interna.
I francesi sono comunque scettici. A pochi giorni dalla decisione del Consiglio di Stato, un sondaggio dell'istituto di ricerche Ifop testimonia come i due/terzi dei cittadini francesi siano di fatto spaventati dalla possibile presenza di Ogm nei loro piatti. Il 65% degli intervistati si è detto "preoccupato" dalla diffusione degli Ogm, addirittura "molto preoccupato" il 27% del campione. Complessivamente, le maggiori preoccuppazioni sono espresse dalle donne e nella fascia di età tra i 35 e i 49 anni. L'80% degli intervistati si è detto contrario alla diffusione di piantagioni Ogm sul territorio francese. L'inchiesta è stata realizzata per telefono, tra l'1 e il 2 dicembre, su un campione di olre mile persone, rappresentativo della popolazione francese maggiorenne
Si tratta di una decisione del Consiglio di Stato transalpino, il quale ha annullato i decreti del ministero dell'Agricoltura e della Pesca che aveva vietato la commercializzazione di questa tipologia di mais. Una posizione non legittima per il Consiglio di Stato che ha rilevato una incompatibilità con le scelte della Comunità Europea in merito. Il divieto sarebbe stato giustificabile solo in presenza di accertati rischi gravi per la salute della popolazione. Le direttive comunitarie sono comunque una fonte di diritto superiore alla legislazione interna.
I francesi sono comunque scettici. A pochi giorni dalla decisione del Consiglio di Stato, un sondaggio dell'istituto di ricerche Ifop testimonia come i due/terzi dei cittadini francesi siano di fatto spaventati dalla possibile presenza di Ogm nei loro piatti. Il 65% degli intervistati si è detto "preoccupato" dalla diffusione degli Ogm, addirittura "molto preoccupato" il 27% del campione. Complessivamente, le maggiori preoccuppazioni sono espresse dalle donne e nella fascia di età tra i 35 e i 49 anni. L'80% degli intervistati si è detto contrario alla diffusione di piantagioni Ogm sul territorio francese. L'inchiesta è stata realizzata per telefono, tra l'1 e il 2 dicembre, su un campione di olre mile persone, rappresentativo della popolazione francese maggiorenne
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Mucca Pazza: ritornano le farine animali?

Una decisione che fa discutere la Francia ma che potrebbe avere ripercussioni in tutta Europa. Il Consiglio nazionale dell'alimentazione, organo consultivo del ministero della Salute, ha dato un parere favorevole alla proposta della Commissione europea riguardante la reintroduzione delle farine animali nell'allevamento di volatili, suini e pesce. Ricordiamo che le farine animali furono la principale causa del cosiddetto morbo della mucca pazza, una malattia neurologica degenerativa che a metà degli anni '90 portò all'abbattimento di migliaia di bovini e nella sua variante umana causò la morte di più di 200 persone in tutta Europa.
Si tratterebbe di una reintroduzione parziale che riguarderebbe una differente tipologia di farine animali, denominate PAT, Proteine Animali Trasformate. Il CNA assicura che le nuove farine saranno prodotte soltanto a partire da carcasse di animali sani e adatti al consumo da parte dell'uomo. Il morbo fu causato dall'utilizzo di carcasse di animali malati per la produzione delle farine.
Di fatto, i consumatori in Europa già mangerebbero carne derivante da animali allevati con farine animali, in particolare quella proveniente dal Sud America. Dunque, il divieto in vigore dal 2001 sarebbe già stato aggirato. Tanto vale - questa l'argomentazione del CNA - reintrodurre le farine animali seguendo una filiera produttiva sicura in patria. Inoltre, la reintroduzione di questo tipo di mangimi sotituirebbe un grosso risparmio per gli allevatori, rendendoli quindi acora più competetivi. Insomma, consentirebbe alla carne francese di resistere alla concorrenza della carne latinoamericana. Ancora non è stata definita una data certa per la reintroduzione. Ma il dibattito è aperto anche perché i critici hanno già notato come le aziende produduttrici di farine animali per pollame o suini siano in molti casi le stesse che producono mangimi per bovini. Il rischio di contaminazione è quindi alto.
Friday, December 2, 2011
Iran serie conseguenze, evacuata ambasciata britannica, causa attacco
L'Italia sta valutando l'ipotesi di chiudere la propria ambasciata in Iran.
Lo ha detto il ministro degli Esteri, Terzi, che ha convocato l'ambasciatore iraniano per chiedergli spiegazioni sugli assalti alla legazione britannica e garanzie sulla sicurezza.
Sulla chiusura della rappresentanza, Terzi ritiene necessario approfondire con i partner europei per individuare la linea da seguire.
Londra ha già chiuso la sua legazione, richiamando in patria tutto il personale.
Chiusa anche l'ambasciata norvegese Berlino e Stoccolma hanno richiamato i loro rispettivi ambasciatori da Teheran.
La missione diplomatica iraniana a Londra dovrà lasciare il Regno Unito entro 48 ore, lo ha detto il ministro degli Esteri, William Hague.
Il premier britannico Cameron ha detto che sta considerando l'introduzione di azioni molto dure contro l'Iran dopo l'assalto all'ambasciata britannica a Teheran.
Il presidente francese Sarkozy ha definito l'attacco "scandaloso" e preme per ulteriori sanzioni.
La condanna dell'assalto all'ambasciata britannica di Teheran da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu è affrettata e porterà a instabilità nella sicurezza globale.
Lo ha riferito il presidente del parlamento iraniano, Ali Larijani.
Intanto, era stata fissata per ieri a Teheran una riunione degli ambasciatori europei per valutare l'accaduto.
L'argomento è stato probabilmente anche al centro della riunione dei ministri degli Esteri, oggi a Bruxelles.
Lo ha detto il ministro degli Esteri, Terzi, che ha convocato l'ambasciatore iraniano per chiedergli spiegazioni sugli assalti alla legazione britannica e garanzie sulla sicurezza.
Sulla chiusura della rappresentanza, Terzi ritiene necessario approfondire con i partner europei per individuare la linea da seguire.
Londra ha già chiuso la sua legazione, richiamando in patria tutto il personale.
Chiusa anche l'ambasciata norvegese Berlino e Stoccolma hanno richiamato i loro rispettivi ambasciatori da Teheran.
La missione diplomatica iraniana a Londra dovrà lasciare il Regno Unito entro 48 ore, lo ha detto il ministro degli Esteri, William Hague.
Il premier britannico Cameron ha detto che sta considerando l'introduzione di azioni molto dure contro l'Iran dopo l'assalto all'ambasciata britannica a Teheran.
Il presidente francese Sarkozy ha definito l'attacco "scandaloso" e preme per ulteriori sanzioni.
La condanna dell'assalto all'ambasciata britannica di Teheran da parte del Consiglio di sicurezza dell'Onu è affrettata e porterà a instabilità nella sicurezza globale.
Lo ha riferito il presidente del parlamento iraniano, Ali Larijani.
Intanto, era stata fissata per ieri a Teheran una riunione degli ambasciatori europei per valutare l'accaduto.
L'argomento è stato probabilmente anche al centro della riunione dei ministri degli Esteri, oggi a Bruxelles.
Monday, November 28, 2011
Patto tra Francia-Italia_Germania, intanto un piano Fmi per l'Italia
Francia, Germania e Italia vogliono dare vita a un nuovo patto tra Stati membri dell'Eurozona per rafforzare la disciplina di bilancio.
Lo ha annunciato il ministro francese del bilancio, Vatre, ma un patto per una nuova governance con veri regolatori e vere sanzioni, che dia veramente fiducia, lo ha detto Pecresse.
Fonti dell'Eliso ribadiscono oggi l'impegno molto forte dei dirigenti di Francia e Germania per sostenere l'Italia, la quale da parte sua deve adempire agli impegni presi.
Se c'è un problema italiano, il cuore della zona euro è stato raggiunto, hanno spiegato.
Un piano del Fondo Monetario Internazionale da 600 miliardi per l'Italia.
E' quanto ha rivelato il quotidiano La Stampa, un vasto programma di aiuti finanziari che potrebbe avere un valore compreso fra 400 e 600 miliardi di euro per dare al Governo Monti 12-18 mesi di tempo per fare le necessarie riforme.
I tassi si aggirano fra il 4 e il 5 per cento, quindi a condizioni assai migliori rispetto ai mercati, dove si viaggia da tempo sopra il 7 per cento.
Per il giornale vi sarebbe stata almeno una conversazione telefonica tra Mario Monti e il direttore del Fondo Legarde, per dare seguito a quanto deciso a Cannes, quando erano state decise le ispezioni Fmi a Roma.
Intanto il Pil italiano risulta ancora inferiore di circa 4,5 punti percentuali rispetto ai livelli registrati all'inizio del 2009.
Francia e Germania nello stesso arco temporale, hanno recuperato delle perdite derivanti dalla crisi.
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