La città di Firenze è solidale con la comunità senegalese.
Questo è l'annuncio del lutto cittadino sul sito ufficiale del comune di Firenze dopo l'uccisione di Samb Modou, 40 anni, e Diop Mom, 54 anni e il ferimento di 3 loro connazionali.
Le vittime sono state raggiunte dai colpi di pistola di Gianluca Casseri, 50 anni, che si è poi suicidato.
Oggi alle 12 c'è stata la commemorazione, come aveva annunciato ieri il sindaco Matteo Renzi, era presente anche il ministro della cooperazione, Andrea Ricciardi.
Profondo turbamento e dolore per le drammatiche notizie sull'episodio di violenza consumatasi ieri a Firenze.
Così si è espresso ieri il Presidente della Repubblica Napolitano, in merito all'uccisione di due lavoratori senegalesi ad opera di un italiano, poi suicidatosi.
Facendosi interpretare dal diffuso sentimento di ripudio di ogni predicazione e manifestazione razzista e xenofoba, il Presidente esprime cordoglio alle famiglie delle vittime e invoca l'impegno di tutti per contrastare sul nascere ogni forma d'intolleranza.
Questo è da ritenersi uno schifo e orrendo verso l'essere umano.
Va bene che si critica lo straniero, l'immigrato, perchè ce ne sono troppi in Italia e ancora ne arrivano, perchè lo Stato aiuta loro e non gli italiani e perchè molte volte ci rubano il lavoro perchè costano meno, ma diamine sono anche loro esseri umani come noi, mangiano e respirano come facciamo noi, e ucciderli come ha fatto Gianluca Casseri è disgustoso.
E gli italiani dovrebbero vergognarsi di avere nel proprio paese persone come Casseri che uccidono gli stranieri per il gusto di divertirsi, non si uccide qualsiasi razza uno è.
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Wednesday, December 14, 2011
Stupro a Torino a 16enne, e iniziano maltrattamenti agli stranieri
La ragazza di Torino di 16 anni, che aveva denunciato di aver subito uno stupro mercoledì da parte di 2 stranieri, ha ammesso davanti ai carabinieri che in realtà non c'è stata alcuna violenza e di essersi inventata tutto.
Sarà denunciata per simulazione di reato.
La notizia della presunta violenza aveva portato all'organizzazione di una fiaccolata, svoltasi nella serata di giovedì, nel corso della quale alcune persone hanno dato fuoco alle baracche di un campo rom.
La situazione è poi tornata alla normalità, ma i militari dell'Arma hanno arrestato 2 persone, di 20 e 59 anni, con l'accusa di aver devastato il campo nomadi.
Il sindaco di Torino, Fassino, dopo che alcune persone hanno dato fuoco, giovedì sera, a un campo rom dopo lo stupro denunciato da una 16enne, che poi ha confessato ai carabinieri di essersi inventata tutto, dice che è assolutamente inaccettabile che si dia luogo a manifestazioni di linciaggio nei confronti di persone estranee di fatti solo perchè sono cittadini stranieri.
E Fassino aggiunge che Torino è una città civile e bisogna tutelarla da chi vorrebbe farla precipitarla nell'intolleranza, nell'odio e nella violenza.
Ma questa ragazza non si sentirà in colpa per quello che è successo?
Non ci si può inventare stupri solo per avere tutte le attenzioni.
Non si scherza con questi reati per rispetto soprattutto di quelle ragazze che lo stupro lo hanno subito realmente.
Sarà denunciata per simulazione di reato.
La notizia della presunta violenza aveva portato all'organizzazione di una fiaccolata, svoltasi nella serata di giovedì, nel corso della quale alcune persone hanno dato fuoco alle baracche di un campo rom.
La situazione è poi tornata alla normalità, ma i militari dell'Arma hanno arrestato 2 persone, di 20 e 59 anni, con l'accusa di aver devastato il campo nomadi.
Il sindaco di Torino, Fassino, dopo che alcune persone hanno dato fuoco, giovedì sera, a un campo rom dopo lo stupro denunciato da una 16enne, che poi ha confessato ai carabinieri di essersi inventata tutto, dice che è assolutamente inaccettabile che si dia luogo a manifestazioni di linciaggio nei confronti di persone estranee di fatti solo perchè sono cittadini stranieri.
E Fassino aggiunge che Torino è una città civile e bisogna tutelarla da chi vorrebbe farla precipitarla nell'intolleranza, nell'odio e nella violenza.
Ma questa ragazza non si sentirà in colpa per quello che è successo?
Non ci si può inventare stupri solo per avere tutte le attenzioni.
Non si scherza con questi reati per rispetto soprattutto di quelle ragazze che lo stupro lo hanno subito realmente.
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Sunday, December 11, 2011
Cronaca: 16enne muore per un pungo in testa dato da un amico
Aveva solo 16 anni.
Simone domenica si era recato insieme al gruppo di amici al centro Commerciale "Parco Leonardo", per passare un pomeriggio in compagnia della propria comitiva, tra i negozi e i ristorantini del centro.
Ma qualcosa di tragico spezza la tranquillità di quel pomeriggio come tanti: un amico di vecchia data chiede a Simone una sigaretta, che però viene negata; non si sa ancora come il tutto sia accaduto di preciso, se i due ragazzi - per quella maledetta sigaretta (?!?) - hanno incominciato a litigare o se stessero solo scherzando, fatto sta che "l'amico" sferra un pugno a Simone, colpendolo a una tempia; evidentemente il colpo è sufficientemente forte e violento, perché il sedicenne cade a terra immediatamente, perdendo conoscenza; non si risveglierà più e morirà poco dopo, durante il trasporto in ospedale.
La tragedia avviene davvero in pochi minuti, davanti agli occhi increduli di un coetaneo dei due giovanotti, che guarda pietrificato la scena; solo quando si rende conto che Simone è a terra, che non si muove e che del sangue esce dalla sua bocca; solo allora, gli altri amici di Simone - che erano in una sala-giochi e sono accorsi dopo aver udito delle grida - e un vigilantes accorso sul momento chiamano il 113 e l'ambulanza; a nulla è servita la tempestività dell'intervento e i tentativi di rianimazione: Simone morirà durante il tragitto all'ospedale; questa mattina la salma era al Poliambulatorio della Asl RomaD di Fiumicino e il dolore e la disperazione dei genitori e di tutta la famiglia della povera vittima sono palpabili, oltre che inconsolabili.
Intanto, "l'assassino" è stato condotto da subito dalla polizia in una casa di prima accoglienza, in attesa di essere tradotto nel carcere minorile di Casal Del Marmo; gli agenti hanno anche interrogato, in una prima indagine, gli amici per capire se c'è la possibilità che il ragazzo fosse sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.
Da una primissima ricostruzione, pare che non si sia trattato di una lite, bensì di atteggiamenti di scherzo; quindi per ora, il colpevole è accusato di omicidio preterintenzionale, e dovrà comunque spiegare per quale ragione ha sferrato un pugno di una tale violenza all'amico.
Sono notizie davvero drammatiche, che lasciano molta amarezza: morire così..., in una circostanza talmente banale, tra "amici", in un tranquillo pomeriggio al centro commerciale.
E' qualcosa di cui non ci si riesce a capacitarsi.
Sunday, December 4, 2011
Il killer Donato Bilancia ha bisogno di dare e ricevere affetto!
Bah, seppur scettica riporto la notizia così come l'ho letta: Donato Bilancia, condannato a 13 ergastoli per una serie di omicidi efferati nella zona di Genova, tra l'ottobre del 1997 e l'aprile del 1998, ha scritto in una lettera tutto il proprio bisogno/desiderio di aiutare una famiglia e un bambino in difficoltà.
L'uomo è sempre stato dipinto come in serial killer "atipico", pur avendo, la propria storia di vita, delle caratteristiche che comunque si ritrovano spesso anche in altri assassini seriali (mancanza d'affetto da parte dei genitori, enuresi notturna fino a 11 anni, presenza di traumi fisici dovuti ad incidenti gravi, traumi psicologici...), ha modificato per tre volte i luoghi e le modalità dei propri omicidi: se inizialmente uccideva per debiti di gioco, poi ha iniziato a "punire" le prostitute, fino ad ammazzare per "passatempo", per il puro gusto di commettere un omicidio...
Ebbene, quest'uomo - che, secondo la perizia psichiatrica effettuata su di lui in occasione dei processi, al termine dei quali è stato condannato, non è parso affatto come uno squilibrato, anzi come un individuo sano di mente, che lucidamente pianificava il posto e il modo in cui avrebbe commesso i propri delitti, scegliendo le vittime e poi freddandole con altrettanta lucidità e capacità di intendere e di volere - proprio quest'uomo ha scritto, in questi giorni, una lettera dal carcere Due Palazzi di Padova, in cui dichiara di essere desideroso e bisognoso di dare e ricevere amore...!
Eh sì, il serial killer potentino Bilancia è sul cammino della redenzione; gli anni che sta trascorrendo in carcere gli son serviti finora a riflettere sulle atrocità commesse e adesso vuol spendere il resto dei suoi giorni donando amore a una famiglia che abbia al suo interno un "bambino speciale".
La lettera è giunta alla redazione del Gazzettino di Padova dalle mani dell'avvocato e dell'insegnante di francese dell'assassino, i quali sperano che davvero possa esserci (!?!) una famiglia - preferibilmente con problemi finanziari e con un bambino disabile da accudire - che voglia "conoscere" Bilancia, in modo che questi possa provare ad instaurare con il bimbo dei rapporti "da nonno"...
Ci sarà qualche famiglia che avrà il ... "coraggio" (??) di offrirsi come volontaria per "aiutare" Bilancia a liberarsi dei propri rimorsi di coscienza, nonché dei propri trauma infantili??
Cronaca. Bimbo di 18 mesi in rianimazione per maltrattamenti e overdose di cocaina
una mamma tossicodipendente che maltratta il proprio figlioletto di 18 mesi, fino a farlo finire in ospedale, dove però si scoprono "particolari" ancora più agghiaccianti.
Il piccolo si chiama Samuele ed è stato portato all'Ospedale dei Bambini di Palermo dalla mamma stessa - una donna di 25 anni - nella mattinata di sabato, perchè durante la notte Samuele aveva avuto difficoltà respiratorie; ma, giunto in ospedale, i medici hanno subito notato segni di maltrattamenti sul corpo del bimbo: lividi, ematomi, graffi al volto, segni di bruciature di sigarette... e soprattutto scompensi dovuti ad una overdose di droga...!
Immediatamente sono scattate le denunce e gli interrogatori della Polizia per la donna, la quale attualmente si trova rinchiusa all'Ucciardone, inizialmente "solo" con l'accusa di percosse e maltrattamenti aggravati, ma poi è scattata anche quella di cessione di stupefacenti.
A dare la testimonianza di quanto la donna sia solitamente violenta verso i figli (ne ha tre, con tre uomini diversi; l'attuale convivente non è il padre di nessuno dei tre bambini) e che faccia uso di droga, è lo stesso compagno - un uomo di 28 anni, con il quale vive insieme nel quartiere dell'Albergheria - che ha smentito le dichiarazioni della ragazza; quest'ultima infatti aveva dichiarato che le bruciature erano state provocate dal fratellino e che i lividi erano la conseguenza di una caduta dal seggiolone.
Ma di questa versione non pare siano stati trovati riscontri; piuttosto, l'uomo ha detto chiaramente che sia lui che la convivente sono tossicodipendenti, fanno uso di cocaina ed in casa c'era effettivamente, nella notte tra venerdì e sabato, una busta con la coca sul tavolo della cucina (i due ne avevano fatto uso insieme e il resto lo avevano lasciato sul tavolo) che, secondo un'ipotesi (tragica comunque ... ) da non scartare, il bambino potrebbe aver preso da solo, ingurgitando o respirandone il contenuto...; l'altra ipotesi potrebbe essere - e questa è più tremenda della prima - che la mamma abbia fatto l'aerosol a Samuele e chissà con quali sostanze...!
Certo è che le indagini sono in corso e restano da chiarire i "medicinali" usati dalla donna per praticare l'aerosol al piccolo, il cui quadro clinico è abbastanza serio e grave, tanto più perchè le sevizie subite sono state tante.
Thursday, December 1, 2011
Napoli. Violenza di gruppo su 16enne
Qualche settimana fa, precisamente il 16 novembre, l'adolescente era uscita col fidanzato ma questi, invece di riaccompagnarla a casa, l'ha portata inaspettatamente in stazione e lì, ad aspettarli, c'erano tre amici di lui...
La ragazzina si è vista "consegnata" nelle mani del branco e violentata da tutti e quattro, a turno.
Erano le dieci di sera circa; la stazione della circumvesuviana di Castello di Cisterna non è proprio un luogo affollato, nè in generale nè tanto meno a quell'ora; quale momento e luogo "migliori" per realizzare il piano squallido?
I quattro ragazzi hanno quindi costretto la ragazza ad avere rapporti sessuali con ciascuno di loro, hanno ripreso la violenza con i cellulari, vantandosi di questo e, come se ciò non fosse abbastanza, hanno anche intimato alla ragazza di "tenersi pronta" per l'indomani, perchè sarebbe accaduta la stessa cosa...!
Ma fortunatamente, l'adolescente, sebbene sconvolta e spaventata, ha avuto la forza di raccontare ogni cosa alla famiglia, non appena tornata a casa; i genitori immediatamente l'hanno condotta dai Carabinieri ed è stata effettuata la denuncia contro il branco di delinquenti (aventi un'età tra i 14 e i 17 anni).
Come da essi stessi promesso, il giorno dopo i quattro son tornati a chiamare la vittima e, al rifiuto della giovane di andare con loro, hanno iniziato ad insultarla e a colpire la porta d'ingresso con i caschi.
I militari dell'Arma hanno raccolto tutte le informazioni necessarie sulla violenza e sul luogo in cui essa è avvenuta e hanno quindi trasmesso tutti gli elementi al Tribunale dei Minori, dove il Gip ha deciso che ci sono tutti gli estremi per i reati di tentata violenza privata e violenza sessuale di gruppo aggravata; i minorenni, tutti incensurati, sono attualmente nel Centro di Prima Accoglienza del Tribunale per i Minorenni che, pur non essendo strutture carcerarie, accolgono i minori in stato di fermo o di arresto, assicurandone la custodia cautelare, in attesa del'udienza di convalida.
Wednesday, November 30, 2011
In Siria crimini contro l'umanità e si pensano alla riforma costituzionale
L'esercito e le forze di sicurezza in Siria hanno commesso crimini contro l'umanità nella repressione contro le proteste.
Lo afferma la Commissione internazionale di inchiesta istituita dal Consiglio dei diritti umani dell'Onu.
Il rapporto rileva esecuzioni sommarie, arresti in massa, torture, violenze sessuoli e l'uccisione di decine di bambini.
Sono 4.646 le vittime della repressione del 15 marzo, secondo gli attivisti.
Secondo l'ultimo bilancio Onu dell'8 novembre scorso, i morti sono 3.500.
Damasco fa sapere che le sanzioni della Lega Araba al paese chiudono la porta a ogni tentativo di accordo.
La riforma della Costituzione a cui lavora il governo siriano garantirà il multipartitismo e prevede l'abragazione dell'articolo 8 che assegna al partito arabo-socialista Baath il ruolo di guida nella politica e nella società da quasi mezzo secolo.
Lo ha annunciato il ministro degli Esteri siriano Al Mualler.
Le sanzioni della Lega Araba sono una dichiarazione di guerra economica, ha detto il ministro, accusando l'organizzazione di colpire il popolo e non le autorità.
Ma si ci stà rendendo conto quanti sono 4.646 persone ?
Sono tante e a causa di questa maledetta guerra politica sono morte, e ci hanno rimesso anche dei poveri bambini innocenti, che ora non potranno avere un futuro.
Quel futuro che tutti sperano pieno di pace, felicità e amore.
Lo afferma la Commissione internazionale di inchiesta istituita dal Consiglio dei diritti umani dell'Onu.
Il rapporto rileva esecuzioni sommarie, arresti in massa, torture, violenze sessuoli e l'uccisione di decine di bambini.
Sono 4.646 le vittime della repressione del 15 marzo, secondo gli attivisti.
Secondo l'ultimo bilancio Onu dell'8 novembre scorso, i morti sono 3.500.
Damasco fa sapere che le sanzioni della Lega Araba al paese chiudono la porta a ogni tentativo di accordo.
La riforma della Costituzione a cui lavora il governo siriano garantirà il multipartitismo e prevede l'abragazione dell'articolo 8 che assegna al partito arabo-socialista Baath il ruolo di guida nella politica e nella società da quasi mezzo secolo.
Lo ha annunciato il ministro degli Esteri siriano Al Mualler.
Le sanzioni della Lega Araba sono una dichiarazione di guerra economica, ha detto il ministro, accusando l'organizzazione di colpire il popolo e non le autorità.
Ma si ci stà rendendo conto quanti sono 4.646 persone ?
Sono tante e a causa di questa maledetta guerra politica sono morte, e ci hanno rimesso anche dei poveri bambini innocenti, che ora non potranno avere un futuro.
Quel futuro che tutti sperano pieno di pace, felicità e amore.
Tuesday, November 29, 2011
Omicidio Francesco Ferreri: assolti i 4 presunti colpevoli
Ebbene, due mesi fa la donna chiedeva che si andasse all'ultimo grado di giudizio, con la speranza che si trovassero i colpevoli dell'omicidio (oltre che delle violenze sessuali) di Francesco; e in Cassazione ci si è arrivati ma le speranze della mamma della povera ed innocente vittima della malvagità e della bestialità umana, sono naufragate: i giudici della Corte di Cassazione hanno confermato la sentenza precedente: l'assoluzione per i 4 uomini imputati, Antonio Lo Bue, Calogero Mancuso, Salvatore Randazzo (accusati di violenza sessuale aggravata) e di Giuseppe Faraci (accusato di essere stato l'assassino del fanciullo e che aveva avuto l'ergastolo in primo grado).
A questa sentenza, che scagiona le uniche persone identificate inizialmente quali colpevoli, si è arrivati sempre (o, quanto meno, è stato un elemento che ha avuto il suo peso nel processo) considerando la vacillante testimonianza dell'amico di Francesco, unico testimone, il cui racconto si è sempre rivelato, per la difesa e per i giudici, alquanto incongruente e pieno di contraddizioni.
Resta dunque impunito e per ora senza i nomi e i volti dei killer, questo caso di omicidio: un altro "giallo" che si va ad aggiungere a quello di altri "misteriosi casi irrisolti", di cui abbiamo sentito (e ogni tanto sentiamo ancora...) per mesi e mesi notizie e "novità", senza però che si giungesse a nulla di decisivo.
Ma soprattutto, l'ennesimo doloroso caso umano di un innocente al quale è stato strappato il diritto di vivere e di ricevere giustizia.
Saturday, November 26, 2011
Rachida, vittima del fanatismo religioso
Ennesimo caso di fanatismo religioso e di rifiuto di integrarsi nel nuovo contesto sociale in cui si vive: a Brescello, una settimana fa, un uomo ha ammazzato, o meglio massacrato letteralmente, la propria moglie perchè lei non voleva più vivere come una musulmana, ma preferiva integrarsi nella società occidentale.L'uomo, un 39enne di origine marocchina, sposato con una donna di 35 anni, Rachida, e con due figlie di 11 e 4 anni, vive in Italia dal 1995, è assunto presso una impresa di pulizie ma, pur vivendo nel nostro Paese da un certo tempo, non ha mai voluto provare a integrarsi più di tanto all'ambiente circostante, decidendo quindi, per sè e per la propria famiglia, di condurre una vita piuttosto isolata, prima di amicizie ed interessi, al di fuori di casa e lavoro.
Ma questo atteggiamento di isolamento, a lungo andare, ha stancato ed esasperato la moglie, la quale da un pò di tempo aveva incominciato ad aprirsi all'ambiente e alla società attorno a lei ed in particolare a frequentare la parrocchia, non solamente per ricevere aiuti in termini di pasta, indumenti o altro, ma sopratutto evidentemente per fare amicizia, conoscere gente nuova e forse aprirsi ad un mondo..., forse anche ad una religione, che Rachida vedeva come un'ancora di salvezza da una vita coniugale chiusa, limitante, nonché costellata da botte e maltrattamenti da parte di un marito non proprio affettuoso, quanto piuttosto innervosito verso la propria moglie "desiderosa di indipendenza".
La donna in passato aveva non solo denunciato il marito per maltrattamenti (anche se poi aveva rinunciato la denuncia), ma era in procinto di separarsi, avendo già avviato, di nascosto da lui, le pratiche per la separazione.
Separazione che purtroppo è avvenuta, ma non nel senso desiderato da Rachida: separarsi per "tornare a vivere", ma una separazione dalla vita stessa, perchè il crudele marito, la sera del 19 novembre, ha deciso di dar sfogo alla propria rabbia e alla gelosia, prendendo un martello e sfondando il cranio della povera moglie.
Il macabro ed efferato delitto è avvenuto sotto gli occhi di una bambina di 4 anni, che stava guardando i cartoni animati; l'uomo stesso, dopo aver lasciato la moglie in un lago di sangue, sul pavimento della cucina, ha preso in braccio la figlia e si è andato a costituire.
Tuesday, November 22, 2011
Delitto Garlasco. Nessun movente ma l'accusa chiede 30 anni per Stasi
Allo stato attuale, Stasi resta praticamente l'unico possibile omicida, secondo la tesi dell'accusa e del Procuratore Generale, Laura Barbaini, che richiedono, nel Processo d'Appello, la condanna a 30 anni del giovane.
Finora bisogna dire che, un pò come nel caso di altri delitti irrisolti come quelli della piccola Yara o della giovane mamma Melania, ci sono solo una marea di indizi, ma di vere e proprie prove che "incastrino" senza ombra di dubbio l'assassino, ahimè non ce ne sono; il che certo rende il tutto "misterioso" e complicato.
Come si sta muovendo l'accusa e su cosa poggia la convinzione che Stasi sia l'assassino di Chiara?
Anzitutto, è d'obbligo ricordare che l'accusa stessa parte dal presupposto che Alberto abbia commesso l'omicidio perchè "non ci sono motivi per pensare che l'abbia commesso qualcun altro", visto che le altre piste battute non hanno dato alcun esito interessante ai fini della soluzione del caso.
Secondo, la questione del sangue: la Procura insiste perchè si esaminino accuratamente le tracce di sangue in casa Poggi, perchè il loro grado di essiccazione potrebbe chiarire un dubbio: se il sangue era già "secco", è difficile che Stasi si sarebbe potuto sporcare le scarpe!
Terzo, le due biciclette utilizzate il giorno del delitto: Stasi si sarebbe recato a casa Poggi (dove avrebbe ucciso la fidanzata) con la bici nera (mai sequestratagli), poi avrebbe "parcheggiato" quest'ultima in officina dal padre per poi tornare a casa a piedi; in seguito, con un'altra bici (di colore bordeaux, sequestrata) potrebbe essersi recato in un posto ad oggi non noto per sbarazzarsi dell'arma del delitto, nonché dei propri abiti sporchi di sangue.
Quarto, spunta un misterioso e finora sconosciuto messaggino sul cellulare, che Stasi avrebbe inviato ad un amico ma del quale fin ad oggi non si era detto nulla, anche perché entrambi lo avrebbero cancellato.
In questo messaggio, scritto e mandato la notte tra l'11 e il 12 agosto, pare che il giovane parli di una situazione di "emergenza" non meglio specificata.
Il 6 dicembre è prevista l'emissione della sentenza da parte dei giudici e dei 6 giurati popolari della Corte d'Assise d'Appello, o per dichiarare la colpevolezza dell'imputato o per richiedere che vengano effettuate ulteriori indagini e analisi.
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